giovedì 29 maggio 2008

Let's Dance to Joy Division

La storia dell'ormai leggendario gruppo dei Joy Division, cominciò a cavallo del punk, nel pieno degli anni '70 quando tre compagni della Salford Grammar School, Bernard Dicken (all'anagrafe Bernard Sumner, chitarra e voce), Peter Hook (basso e voce) e Terry Mason (batteria e voce), il 9 dicembre 1976, debuttarono all'Electric Circus di Manchester sotto il nome di Stiff Kittens.
Tutto incominciò una sera di luglio, precisamente il 20 luglio del 1976, quando ad un concerto dei Sex Pistols ai tre ventenni venne in mente di mettere su una band. Il fato volle che quella sera, a quello stesso concerto, c'era anche colui che gli Stiff Kittens, ebbero modo di conoscere già qualche tempo prima: Ian Kevin Curtis.
Dopo la loro esibizione all'Electric e dopo che la rivista "Sound" ne diede una pessima recensione, Ian Curtis contattò i tre, entrando, nei primi mesi del 1977, a pieno titolo, nel gruppo.
L'occasione di poter suonare di nuovo in pubblico capitò il 27 maggio del 1977, sempre all'Electric Circus come spalla ai Buzzcocks ("I Vibraca**i" gruppo punk molto in voga in quegli anni). In quell'occasione il gruppo, senza Mason (che restò però in qualità di manager) e con Tony Tabac alla batteria, cambia nome in Warsaw (in omaggio a David Bowie e al suo capolavoro "Warszawa", contenuto nell'album "Low"). Ancora una volta le critiche negative cercarono di distruggere agli albori della loro carriera i ragazzi, ma succesivamente quel concerto i Warsaw entrarono in contatto con l'uomo che fece di loro una leggenda: Martin Hannett, principale animatore della scena musicale di Manchester negli anni '70.
Rimpiazzato il batterista "provvisorio" Tabac con il ben più esperto Steven Brotherdale (batterista anche di un'altra punk-band cittadina, i Panik), i Warsaw entrarono per la prima volta in uno studio di registrazione nel luglio del 1977 per registrare i primi demo di brani come "The Drawback", "Warsaw" e "Leaders of Men" (questi ultimi due autentici classici della scena punk di Manchester).

01. Joy Division - Warsaw
02. Joy Division - Leaders of Man
03. Joy Division - No Love Lost

Appena dopo queste prime registrazioni, Brotherdale lasciò il gruppo lasciando il posto a Stephen Morris. La formazione dei Joy Division fu così completa e la carriera comincò a decollare finalmente.
Con il passare del tempo, Curtis poeta ed eroe romantico con la passione per la musica, comincia a dar voce al suo spirito inquieto riversandolo nei testi delle canzoni, che diventano più cupi e lugubri cristallizzandosi in un sound rarefatto e angoscioso. Nel gennaio 1978 i Warsaw cambiano il nome in Joy Division, il nome delle zone dei campi di concentramento dove venivano confinate le donne destinate all'intrattenimento sessuale dei soldati nazisti.
Nel 1979 esce il primo album dei Joy Division: Unknown Pleasures.
E il successo fu immenso.

04. Joy Division - Disorder
05. Joy Division - Shadowplay
06. Joy Division - Day of The Lords
07. Joy Division - She's Lost Control

I concerti venivano ricordati per due motivi: il sound strepitoso, con un basso incalzante e una batteria penetrante ai massimi livelli e un Curtis che sembrava essere una marionetta nelle movenze, atteggiamento dovuto anche alla malattia della quale soffriva: epilessia.
Ma l'epilessia e la depressione di Ian, portate allo stremo, lo condussero sull'orlo del precipizio. Il 18 maggio 1980, il giorno prima della partenza per un Tour negli States, Ian Kevin Curtis si impiccò nella sua casa a Macclesfield, venendo ritrovato dalla ex moglie, Debbie, il giorno dopo.
Venne sepolto nel cimitero di Macclesfield città da lui odiata e sulla sua lapide fu inciso il verso di una delle canzoni più celebri dei Division: Love will tear us apart (L'amore ci distruggerà).
Nel luglio del 1980, esce "Closer", l'album che segna la fine della carriera dei Joy Division e che inevitabilmente firma il loro contratto con la storia. In "Closer" si palesa il grido di disperazione che Curtis lanciò prima di morire. Non vi è alcun accenno di speranza, ogni spiraglio di luce è soffocato dell'intessitura nera e spessa delle melodie incalzanti del disco.

08. Joy Division - 24 hours
09. Joy Division - Atrocity Exibition
10. Joy Division - Means To An End
11. Joy Division - Decades
12. Joy Division - Isolation

Nonostante siano passati già 28 anni dalla scomparsa di Ian, ormai battezzato come l'eroe romantico iniziatore del movimento post-punk, la fiamma dei Joy Division non si è mai spenta e la loro breve e intensissima carriera è diventata una pietra miliare della storia della musica, affascinando tutt'ora tantissime persone.

Let's post-punk.
Noveliè*

2 commenti:

taldeital ha detto...

loooove, love will tear us apaaaaaart, again....

buon lavoro, abbastanza completo, però almeno ci volevo transmission! :P

pace all'anima di Ian.

salute,
taldè.

Duskola ha detto...

Bella playlist, bella l' idea delle playlist "storiche"!
Grande Noveliè :*